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全文: "コロンナ家"
15件中 1-15の結果を表示しています
  • 池田 廉
    イタリア学会誌
    1967年 15 巻 113-122
    発行日: 1967/01/20
    公開日: 2017/04/05
    ジャーナル フリー
  • 藤村 昌昭
    イタリア学会誌
    1974年 22 巻 104-112
    発行日: 1974/03/20
    公開日: 2017/04/05
    ジャーナル フリー
  • 近藤 恒一
    イタリア学会誌
    1980年 29 巻 151-199
    発行日: 1980/09/15
    公開日: 2017/04/05
    ジャーナル フリー
    Nel 1353 il Petrarca lascia definitivamente Valchiusa, il suo Elicona transalpino, e si stabilisce a Milano mettendosi sotto la protezione dell'arcivescovo Giovanni Visconti, signore di Milano. Il suo trasferimento suscita vive reazioni fra alcuni dei suoi amici, soprattutto fiorentini. In particolare furono violente le critiche mossegli dal Boccaccio che lo condanno severamente tacciandolo di aver commesso un grave delitto contro la patria (Firenze) e di aver abbandonato la liberta e la solitudo che erano state da lui tanto vagheggiate ed esaltate. Nel presente articolo si intendono chiarire i motivi del trasferimento del Petraca a Milano e nello stesso tempo alcuni degli aspetti fondamentali del suo pensiero e modo di agire. A dirla in breve, vi sono motivi schiettamente umanistici alla base di questo trasferimento del Petrarca: la sua avversione alla 'Babilonia occidentale' e il suo amore per l'Italia e, in particolare, il suo forte desiderio di trovare in Italia un nuovo centro per la sua attivita letteraria e quindi per il nuovo movimento culturale ossia l'umanesimo nascente. Infatti, secondo lui, questo movimento doveva essere sostenuto e portato avanti soprattutto dagli italiani e doveva avere il suo centro in Italia, e possibilmente a Roma che fu caput mundi e che avrebbe dovuto ancora esserlo. Nella realta, tuttavia, la citta di Roma non era adatta alla sua dimora, perche per lui personalmente il nuovo centro doveva garantire, oltre alle circostanze culturali propizie, la solitudo ossia vita solitaria piena di quies, otium e libertas, indispensabili ai suoi studi. A questo riguardo gli pareva che Milano fosse invece il luogo piu acconcio e sicuro per lui e le sue cose. Per il Petrarca, diversamente che per il Boccaccio e altri amici, suoi critici, il vivere sotto un governo monarchico o autocratico non significava necessariamente perdere la propria liberta. Anzi, ad osservare la situazione politico-sociale dell' Italia del tempo, rovinata dal furore delle guerre civili, egli sognava piuttosto il rinnovamento e l'unita dell' Italia sotto un forte governo monarchico e pensava inoltre che senza sicurezza e pace sarebbe stato praticamente impossibile godere di quella liberta che era per lui sostanzialmente tutt'uno con la solitudo. D'altra parte, per il Petrarca, che politicamente desiderava prima di tutto l'unita e la pace d'Italia, nessuno degli stati italiani del tempo poteva costituire una patria nel vero senso della parola e quindi non aveva ragione la critica del Boccaccio che la sua alleanza con il Signore di Milano fosse un delitto contro la patria. Ugualmente, per il Petrarca, era senza senso l'osservazione che a causa del suo trasferimento a Milano, citta popolosa, egli avesse definitivamente abbandonato la solitudo stessa. Infatti per lui solitudo significava, da una parte, ritirarsi in se stesso e stare con se stesso liberandosi completamente dalle cure 'mondane' e, dall' altra, dedicarsi meglio alla propria attivita letteraria per poter giovare di piu al mondo. E a tale attivita la solitudo in citta poteva anche essere piu propizia che non quella in selva. In effetti a Milano non meno che altrove egli riusciva a trovare e godere la solitudo. Durante questo stesso soggiorno milanese, pero, di tanto in tanto egli confessava di essere misero, cosi disturbato dalle cure e fatiche 'mondane'. Tuttavia questa sua infelicita non era causata dal fatto che egli dimorava in una grande citta, ma dallo stesso carattere contradittorio proprio della solitudo da lui concepita: piu essa si ricerca e si realizza, piu essa tende inevitabilmente a riempirsi di cure 'mondane' e quindi a cessare di essere solitudo.
  • ―16世紀前半のイタリアにおける《立体透視図法》の展開 (1) ―
    奈尾 信英
    図学研究
    2005年 39 巻 4 号 11-18
    発行日: 2005年
    公開日: 2010/08/25
    ジャーナル フリー
    本研究は, イタリアを中心として多用された≪立体透視図法≫に関して, その草創期に用いられたと推定される作図法を分析したものである.分析対象は, サン・ピエトロ大聖堂の主任建築家であったバルダッサーレ・ペルッツィが, 1531年に「喜劇≪バッキス姉妹≫の舞台装置」のために描いた平面図と立面図である.分析手順は, 最初に, 「喜劇≪バッキス姉妹≫の舞台装置のための平面図」の構図を検討する.つぎに, 「喜劇≪バッキス≫姉妹の舞台装置のための平面図」と「喜劇≪バッキス姉妹≫の舞台装置のための立面図」との対応関係にもとついて, ペルッツィの≪立体透視図法≫を考察する.その結果, ペルッツィは実際の距離のおよそ1/4の奥行寸法で, 舞台上に街路空間を再現したことが判明したのである.
  • 天野 恵
    イタリア学会誌
    1999年 49 巻 91-114
    発行日: 1999/10/20
    公開日: 2017/04/05
    ジャーナル フリー
    Come ho gia dimostrato nel mio precedente articolo pubblicato sul N.48 di STUDI ITALICI, l'altra additione, preannunciata dall'Ariosto nella famosa lettera del 15 gennaio 1532 indirizzata al duca di Mantova, non si riferiva ad un eventuale progetto di ampliamento dell'Orlando Furioso nell'edizione successiva a quella cosidetta C, come ipotizzavano Carducci e Catalano, ma bensi all'ed.C stessa. E inoltre, con l'altra addizione il poeta non intendeva ne i Cinque Canti come penso Carducci, ne l'episodio di Ruggero e Leone come ha suggerito recentemente Casadei, ma probabiltmente alludeva ad alcune stanze encomiastiche dedicate ai principi contemporanei. In questo caso, pero, non si puo spiegare la differenza di 300 stanze che si trova tra le da quattrocento stanze che Ariosto nella lettera al duca dichiara di aver gia aggiunto e le ben 700 stanze effettivamente aggiunte nell'ed.C. E necessario, quindi, trovare un'altra soluzione a quest'enigma che, a mio avviso, si puo risolvere solo ipotizzando che Ariosto, prima di scrivere la lettera in questione, avesse intenzione di abbandonare alcuni episodi gia composti. In realta, questi episodi poi sono stati ripresi dal poeta nell'ed.C. Ma quali sarebbero, allora, gli episodi prima abbandonati e poi ripresi? Con ogni probabilita sono l'episodio della Rocca di Tristano e quello di Marganorre, i quali comprendono diverse stanze encomiastiche, che vanno datate nel periodo successivo all'incontro del poeta con Alfonso d'Avalos, avvenuto nell'ottobre del 1531. Insomma, l'altra addizione erano proprio queste stanze che corrispondono soprattutto all'ampliamento degli affreschi di Merlino lasciati nella Rocca di Tristano (Canto XXXIII), e all'esordio dell'episodio di Marganorre (Canto XXXVII). E cio che Ariosto indicava con quelle da quattrocento stanze, invece, erano gli altri due episodi rimanenti; cioe l'episodio di Olimpia e quello di Ruggero e Leone. Le stanze che composte dopo il 15 gennaio 1532, quindi, sono al massimo alcune decine. Ma questo lavoro, essendo strettamente collegato alla ripresa dei due episodi prima abbandonati, ha creato spesso nella mente degli studiosi moderni un miraggio del 300 stanze in eccedenza.
  • 野上 素一
    イタリア学会誌
    1964年 12 巻 1-6
    発行日: 1964/01/20
    公開日: 2017/04/05
    ジャーナル フリー
    L'A.stesso ha minima di negare l'opinione pubblico che dice Boccaccio e un letterato che ama e s'interessa di piu ad Essere umano che a Natura, ma cerca nello stesso quanti animali sono stati raccontati nel suo opera principale, Decameron. Percio l'A.esamina ogni novella di questo romanzo, uno per uno, e scopre che ci sono stati raccontati parechi animali, tra cui il cavallo e piu favorito(il cavallo e stato raccontato ben 133 volte in quest'opera). Cio dimostra un fatto che questo animale e stato il mezzo piu comune di viaggio in medioevo e quan-do l'uso di cavallo e aumentato, il mercato di cavallo e stato tenuto spesso in varie citta italiane(nel Decameron noi troviamo un episodio di Andreuccio da Perugia, che e venuto a Napoli a comperare cavalli ed e stato rubato del denaro da una donna siciliana nella novella V di II giornata)e la novella VII di II giornata e la novella II di III giornata di questo romanzo dimostrano chiaramente che c'era forte richiesta di pallafrenier come oggi meccanici di automobili sono molto ricercati. Secondo l'opinione dell'A., gli altri animali raccontati nel Decameron non hanno nessun altro valore che figurativo, come per esempio "quasi cicogna divenuto si forte batteva i denti"(novella VII di VIII gioranta)e "il frate montone diede la borsa"(novella III di IIIgiornata). Alla fine, L'A.per paragonare l'idea di Boccaccio con quella di Dante cita alcun brano di Canto VII di Paradiso di Divina Commedia che dice : "L'anima d'ogne bruto e de le piante di complession potenziata tira lo raggio e 'l moto de le luci sante ; ma vostra vita sanza mezzo spira la somma beninanza, e la innamora di se si che poi sempre la disira." e poi alcun brano di novella I di V giornata del Decameron che dice : "Certo niuna altra cosa se non che l'alte virtu dal cielo infuse nella valorosa fossono da invidiosa fortuna in piccolissima parte del suo cuore con legami fortissimi legate e racchiuse, quali tutti Amor ruppe e spezzo, si come molto piu potente di lei ; e come eccitatore degli addormentati ingegni, quelle da crudele obumbrazione offuscate con la sua forza sospinse in chiara luce, apertamente mostrando di che luogo tragga gli spiriti a lui suggetti e in quale gli conduca co'raggi suoi." e quindi conclude che in vece Dante considera l'anima d'essere umano ispirata sanza mezzo da Dio e perfettamente e immutabilmente differente dall'anima di bruto e piante che tirano soltanto il raggio della stella (angelo), Boccaccio permette la possibilita di far assimilare l'anima di bruto e piante all'anima umano con l'aiuto d'Amore.
  • 小浜 治子
    イタリア学会誌
    1981年 30 巻 204-213
    発行日: 1981/03/31
    公開日: 2017/04/05
    ジャーナル フリー
  • ブランカ ヴィットーレ, 野上 素一
    イタリア学会誌
    1970年 18 巻 1-7
    発行日: 1970/01/20
    公開日: 2017/04/05
    ジャーナル フリー
    Siamo molto lieti di poter pubblicare la seconda parte dell'articolo del Prof. Vittore Branca in questo fascicolo in cui l'A.continua la ricerca dell'elemento medievale nel Decamerone. L'A.dichiara che su un altro piano piu intimo all'opera, piu connesso alle sue stesse basi ideali, la "cornice" rivela chiaramente l'architettura medievale del Decamerone, e dice teoreticamente le regioni e gli ideali che regolano quelle diversissime e spendide rappresentazioni-ma quando si tratta di tre elementi o tre temi importanti del Decamerone(Fortuna, Amore e Ingegno), l'A.crede che essi sono la misura e le prove della capacita dell'uomo e per conseguenza l'industria e l'intelligenza nell quotidiane vicende della vita e ce ne mostra alcuni esempi nelle novelle della storia europea fra il secolo XI e il XI come quella di Marchesana del Monferato, Filippo di Francia, Conte Anguersa. Nello stesso tempo, l'A.mette in rilievo un fatto che Giovanni Boccaccio accanto al mondo solenne e dorato dei re e dei cavalieri, pone senza alcuna esitazione la societa operosa degli uomini della sua eta come Federigo degli Alberghi e Lisabetta da Messina. Come conclusione, l'A.dice che il Decamerone appare nei suoi aspetti piu costituzionali da una parte come la tipica Commedia dell'uomo e dall'altra parte come una vasta e multiforeme epopea della societa medievale italiana, colta e ritrattata nel suo autunno splendido, non si oppone alla Divina Commedia di Dante ed aggiunge la illuminante intuizione di Verlaine "Moyen Age enorme et delicat".
  • 都市生活と「余暇」の過ごし方について
    長尾 重武, 陣内 秀信, 石川 清, 野口 昌夫, 末永 航, 金 一
    住宅総合研究財団研究年報
    1993年 19 巻 199-208
    発行日: 1993年
    公開日: 2018/05/01
    ジャーナル オープンアクセス
     第1章,古代依頼ヴィッラは,その所有者の愉しみと安らぎのための田園住宅であり,それは同時に農場経営の拠点でもあったが,享楽の要素の有無が住居としてのヴィッラと農家を本質的に分けてきた。ほかの建築類型では時代の要求によって変化してきたが,ヴィッラはその要求が普遍的で実質的に変化していないことを確認し,第2章は,ヴィッラの復活が都市の復活と密接な関係を持ち,ヴィッラが都市の成長期に興隆し,都市の衰退とともに衰微したこと,したがって,イタリアでは中世末期の都市の復活とともにヴィッラ建設熱は高まり,15世紀以降のヴィッラの復活は,ウィトルウィウスをはじめ,共和制後期から帝政初期のローマの著述を参照することによって成立したことを示し,第3章では,16世紀前半に成立した華麗なヴィッラが,すべてを総合した小宇宙を造形したものだったことを論じた。第4章以下はケーススタディーであり,まずヴェネト地方のヴィッラが,近代の一時期ないがしろにされ,荒廃していたが,近年,調査研究が着実に進められており,一方,ヴィッラの建築群,敷地,周辺との関係,その歴史的変遷などを分析する新たな方法論による研究が行なわれて,風景や環境の中でのヴィッラの価値の再評価が進められ,ヴィッラの修復に対し,補助が出る制度も整っており,ヴィッラの現代的利用も積極的に進められ,さまざまな文化的活動として機能しているヴィッラが少なくない。第5章で,トスカーナ地方における現実の別荘事情について,レスタウロと不動産価値,売買と入手のパターン,機能と利用のされかたの3点から論じ,具体的な様子を明らかにし,第6章は,サン・ミニアート近郊のカサ・コロニ力のレスタウロ(修復)について,実際の計画案づくりに参加して具体的な課題と問題解決について行なったケース・スタディである。
  • 石川 清
    日本建築学会計画系論文集
    1995年 60 巻 471 号 175-183
    発行日: 1995/05/30
    公開日: 2017/01/27
    ジャーナル フリー
    This paper is to clarify the procedure of the reception oifinestra a crociera to the Roman palaces in the fifteenth century after the long residence of the papacy in Avignon. The finestra a crociera was first used in the facade of Palazzo Senatorio at the Campidoglio in the opportunity of the ornamental preparation for the Jubilee in 1450 and the imminent arrival of the Emperor Frederick HI, who came to Rome for his coronation in 1452, and soon diffused in various palaces for the cardinals and the leading officials. The finestra a crociera as a metaphor of the Holy Cross and the crossed keys of Peter also symbolized the primacy of the pope to the Council, and the Vatican control to the city. The office of the Maestri delle strode for the restoration of Rome was revived by Pope Martin V in 1425. This regulation was repeated in the statutes in 1452 and the bull issued by Sixtus IV in 1480. The power of the Maestri delle strode who were appointed by the Pope increased as the fifteenth century advanced. This supremacy of the papacy in political matters was to play an important part in the prompt control of the cityscape.
  • 加藤 守通
    近代教育フォーラム
    2005年 14 巻 19-27
    発行日: 2005/09/18
    公開日: 2017/08/10
    ジャーナル フリー
    教育思想史学会第14回大会のフォーラムにおける池田会員の発表、そしてそれをもとに書かれた論文の内容は、きわめて大雑把なまとめをすれば、ベンヤミンの時間論を高く評価し、その視点からシェリングの時間論を見ることによって、それとは違うシェリングの中期思想の時間論を批判し、それと類似した後期思想の時間論を賞揚するというものである。つまり、ベンヤミンがシェリングのアクチュアリティを判断する尺度となっている。しかし、このような手法がほんとうにシェリング、ひいてはドイツ観念論のアクチュアリティの評価につながるのだろうか。思い浮かんだいくつかの素朴な疑問と考えを以下の4章に分けて提示した。1 「決断」の所在 2 シェリングの時間論再考 3 過去志向の時間観 4 積極哲学の意義
  • 渋江 陽子
    イタリア学会誌
    2011年 61 巻 173-193
    発行日: 2011/10/15
    公開日: 2017/04/05
    ジャーナル フリー

    Gabriele D'Annunzio si trasferisce a Roma nell'autunno del 1881, nel periodo in cui la citta, fino a dieci anni prima circondata da un paesaggio bucolico, va trasformandosi in metropoli ed e pervasa dalla cosiddetta "febbre edilizia". Vari scritti dannunziani testimoniano alcuni aspetti del fervore di rinnovamento della capitale, ed e molto interessante esaminarli, sia per conoscere l'atmosfera della citta alla fine dell'Ottocento, che per indagare il modo in cui le descrizioni subiscono un mutamento nell'ottica dell'autore. In questo lavoro si prendono in esame gli scritti riguardanti la modernizzazione della citta e le osservazioni in essi contenute. Nelle cronache mondane del giornale romano <<La Tribuna>>, D'Annunzio fa riferimento alla nuova Roma, per esempio in occasione dell'apertura del Teatro Drammatico Nazionale. I giudizi del cronista sulle costruzioni moderne sono generalmente severi, a causa della volgarita di esse, se messe a confronto con la bellezza dell'architettura del passato. Egli fa riferimento anche ai lavori in corso qua e la per la capitale, scrivendo che Roma sta diventando "la citta delle demolizioni". A quel tempo, infatti, palazzi, chiese e ville vanno scomparendo per essere sostituiti da nuove costruzioni o nuovi quartieri. Simbolica in tale contesto e la villa Boncompagni-Ludovisi, che si estendeva tra la Porta Pinciana e la Porta Salaria e che viene in gran parte venduta e lottizzata nel 1885 per costruire un nuovo quartiere, includendo via Veneto. Poco prima dell'inizio dei lavori, il poeta dedica alla villa il sonetto intitolato Horti Ludovisii e la menziona anche nelle cronache, deplorando la scomparsa della Bellezza. Questo atteggiamento si accentua ne Il piacere, il primo romanzo scritto da D'Annunzio dopo aver lasciato la redazione de <<La Tribuna>>. Nel romanzo, ambientato a Roma tra 1884 e 1887, anche se le vicende non si svolgono cronologicamente, viene descritto "il grigio diluvio democratico odierno, che molte belle cose e rare sommerge miseramente" e vi viene espresso il grande amore per la Roma barocca, che ha il suo centro in Piazza di Spagna. E proprio vicino alla Piazza, nel Palazzo Zuccari, lo scrittore sceglie, forse simbolicamente, di collocare la residenza del protagonista, il conte Andrea Sperelli. La Roma moderna in fase di costruzione non entra in scena se non per alcuni riferimenti, tanto da far supporre che l'autore voglia deliberatamente ignorarla non ammettendovi la presenza di alcuna bellezza. Parla, invece, delle ville patrizie che nel nuovo sistema postunitario subiscono danni: ad esempio una villa dove Andrea aveva passeggiato con Elena riporta alla mente del protagonista Villa Ludovisi, destinata a scomparire. E la villa Sciarra sul Gianicolo, dove ha luogo il duello tra Andrea e un amico, e "gia per meta disonorata dai fabbricatori di case nuove". La villa apparteneva al principe Maffeo Sciarra II, proprietario de <<La Tribuna>> e mecenate del poeta. Questa presa di posizione e certo da ricercare nel fatto che l'estetismo e l'asse del romanzo e la bellezza e vista come minacciata dalla modernita. Tuttavia, mentre nel romanzo l'ottica si identifica piuttosto con quella dell'aristocrazia, in un momento successivo D'Annunzio guarda la situazione sociale romana in modo piu distaccato. In un articolo su <<La Tribuna>> del giugno 1893, evoca l'atmosfera della "febbre edilizia" dicendo che "sembrava che soffiasse su Roma un vento di barbarie" e torna a menzionare gli argomenti trattati in passato. In questo momento, tuttavia, rappresenta in modo piu comprensivo il cambiamento della condizione della Bellezza, riflettendo che la lottizzazione delle ville e in rapporto con la decadenza della classe aristocratica e facendo

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  • 松本 直美
    音楽学
    2011年 57 巻 1 号 56-68
    発行日: 2011/10/05
    公開日: 2017/04/03
    ジャーナル フリー
    The contribution of Marquis Pio Enea degli Obizzi (1592-1674) to the early history of opera was noted first by the 17th-century chronicler Cristoforo Ivanovich. He indicated in his (in) famous Le memorie teatrali di Venezia (first published in 1681) that L'Ermiona, an 'opera torneo' (opera tournament) performed in Padua in 1636, for which the Marquis contributed to the libretto, had been nothing less than the direct impetus for the inauguration of the first-ever commercial opera house in Venice in the following year. This paper will first introduce Obizzi, whose activities have been under-investigated in previous scholarship. Then, it will explore the opera tournaments with which the Marquis was involved during the 1630s and 40s. The paper will argue that this genre did indeed (as Ivanovich implies) directly influence the formation of commercial opera in Venice. Moreover, drawing on little-known sources, Obizzi's vital role - as a plot deviser - in those productions will be indicated and the significant implications concerning this function in our notion of 'authorship' in the early operatic production will be explored. Finally, it will be proposed that a detailed analysis of Obizzi's works not only enables us to trace the crucial transition which opera of that time took - from court to commercial enterprise - but also suggests new perspectives in relation to our understanding of early opera industry as a whole.
  • 服部 文彦
    イタリア学会誌
    1988年 38 巻 104-123
    発行日: 1988/10/30
    公開日: 2017/04/05
    ジャーナル フリー

    E. Garin definiva alla sua Storia della filosofia italiana la posizione del Pensiero del Machiavelli : " nel suo esame della esperienza politica egli non e uscito dal giuoco di forze delle signorie italiane del Quattrocento, ne ha saputo trovare un punto di riferimento in cui far convergere le sue osservazioni acutissime e, nel particolare, profonde. Nel particolare : una delle osservazioni piu giuste che siano state fatte r che, non certo meno di Guicciardini, Machiavelli e stato l'uomo dell'osservazione particolare, che sbocca nel consiglio tecnico, ma senza che si possa ritrovare in lui una salda teorica politica o una concezione dell'utile come sfera a se distinta ed autonomia, o una rigorosa impostazione del problema dei rapporti fra politica e morale (p. 726). " Questa esplicita conclusione veniva condotta da " un'ambiguita (p. 722) " intrascurabile trovatasi nel nucleo del pensiero del Machiavelli, per mezzo di esaminare sppratutto due delle sue terminologie come le parole-chiave : la " fortuna" e la " virtu" . " Ne ha saputo trovare un punto di riferimento in cui far convergere le sue osservazioni acutissime e, nel particolare, profonde" ; e, tra-l'altro, tanto importante da considerare di volta in volta. Secondo il Garin, quell' " ambiguita" tipica e propria del Machivelli non sarebbe niente altro che la vera figura del suo pensiero in cui, nonostante tante sue fatiche ed esasperazioni, prevalgano la negligenza del proprio intelletto el la mancanza della prospettiva generale. Mentre e veramente significativa la tesi di M. Santoro, che cerca d'interpretare qualcosa diversa o di piu per l'appunto nell' " ambiguita" del Machiavelli e che ha tendenza a riverarla in modo tanto fruttuoso quanto si puo ritirare dalla tentazione di scambiare il Machiavellismo per lui se stesso. Infatti, il Santoro he fatto testimonianza che il tema della " fortuna" accompagna tutto l'itinerario spirituale e culturale del Machiavelli (p. 298) , mettendo in rilievo sopratutto il suo motivo del descrivere con la salda constatazione della sua lezione e della sua esperienza ; e diceva che nel Machiavelli splende costantemente la panorama della " prudenza-fortuna" .Comunque, seguendo l'argomento del Santoro, vediamo il nodo del pensiero machiavelliano. Per cio, innanzitutto, ci cinviene chiarire il suo motivo dello studio, che successivamente fa rivolgersi verso il proprio metodo del Machiavelli. Ma donde nasca che le diverse operazioni qualche volta egualmente giovino oegualmente nuochino, io non lo so, ma desiderei bene saperlo…. Coi citando una versione della lettera scritta al Soderini, il Santoro dimostra il punto di partenza del Machiavelli : " Proporre, sia pure in via ipotetica, una soluzione razionale del problema significava non solo trarre dalla lezione dell'esperienza un nuovo criterio interpretativo della realta, ma anche misurare in una nuova dimensione i limiti e le possibilita dell''' agire umane (p. 237) " . E poi, " Il nuovo metodo…si fondava sulla constante cognizione" delle antique e moderne cose" sulla lezione degli antichi e sulla esperienza del mondo contemporaneo (p. 256) " . Se teniamo conto dello svolgimento del suo metodo lungo il tema della " fortuna" , e vero che nei primi anni del Cinquecento la sua " fortuna" era appunto come proiezione ideologica della realta contemporanea ; e cioe fermava nella definizione astratta e stabile, anche se Machiavelli ha restaurato la lezione dell'esperienza e stabilito il principio del " riscontro" e quello del valore determinato della " natura" nell'agire umano. Egli, pero, non aveva nessun intenzione di chiudersi a questa fortuna, che e, come diceva il Santoro, non solo il punto

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  • 池田 廉
    イタリア学会誌
    1971年 19 巻 10-29
    発行日: 1971/01/20
    公開日: 2017/04/05
    ジャーナル フリー

    L'articolo e composto di cinque capitoletti intitolati rispettivamente "Raporto del Boccaccio con i due Poeti, nelle sua vita" (cap. I), "Fiorentinita, amor civile, del Boccaccio" (cap. II), "Suo giudizio sui Poeti" (cap. III), "Trasfigurazione dantesca descritta dal Boccaccio, e dal Bruni" (cap. IV), e "Valutazione generale sui Poeti net primo Rinascimento" (cap. V) ; tra cui saranno pubblicati i capitoli III e IV, sul prossimo numero de1 "Japan Science Review", Tokyo 1970. Nella sua prefazione l'Autore chiarisce il significato del tema "tradizione del paragone tra Dante e il Petrarca" che, secondo lui, nella storia della critica, forma la preistoria degli studi "sul giudizio del Petrarca intorno all'Alighieri" : studi tanto fioriti, dopo la corrente della critica storica filologica del secondo Ottocento, sia per le interpretazioni filologiche sempre nuove sui documenti fondamentali dell'argomento, ades. Ep. ram. XXI-15, sia per l'ultima disputa sul concetto del Rinascimento. D'altro canto, egli non trascura di notare tale coscienza della tradizione del<<paragone>>in alcuni critici italiani e tedeschi, tra i quali G. Voigt che scrisse in una nota del cap. III, Lib. I della "Xiederbelebung des Classischen Alterthums", "En Italie, les rapports de D. e de P., ont donne lieu a un bon nombre de tarvaux et son devenue comme le thene prefere des erudits"(trad. francese) ; L. Martinelli, studioso della fortuna dantesca, che narro la "grandezza di D., davanti all' amato P., che costituisce ormai. il termine di raffronto continuo" ; B. T. Sozzi, che studiando sul Petrarchismo del Ciquecento, defini che "esso ha assunto la forma di opzione per D., e in quell'illegittima ma pur consueto parallelo e confronto e contrasto tra D. e il P.". Ora l' Autore mira a sistematicamente rilevare tale tradizione, stabilendo i limiti estremi dell'esame tra iI Boccaccio e il De Sanctis, perche presume che il primo ne formo l'ossatura, assai prima del Parallelo del Bruni in forma diretta, e che il secondo la completo nel suo storicismo peculiare dialettico, un po' dopo il "Parallelo" del Foscolo, talmente che dopo di lui il tema del<<paragone>>stesso comincio a scolorirsi davanti al crocenismo e alla critica filologica moderna. Nel primo capitolo, descrive i lineamenti cronologici del rapporto del B. con i Poeti, basato principalmente sugli ultimi risultati dei Proff. V. Branca e G. Billanovich. Nel cap. II, tenta di sottolineare l'amor civile fiorentino del Boccaccio, che gli corre dentro nel giudicare a confronto i due grandi concittadini e poi esamina suoi giudizi particolari sulle due Corone, tenendo conto di ambedue gli aspetti delle loro personalita e delle opere letterarie. Nell'ultimo capitolo da sommaria notizia della vicenda della valutazione dei Poeti nel primo Rinascimento, e conclude : segna la linea parallela almeno nel Trecento la valutazione di entrambi, cioe di Dante unicamente col "Poema sacro" e del Petrarca invece con molte opere umanistiche ; dopo il Trecento comincia quella per il primo a discendere, mentre quella per il secondo ad ascendere assieme alla fioritura dell'umanesimo, ma non senza alcune esistenze eccezionali che sono profondo conoscitore di Dante ; da Trecento in poi, la fama del P. umanistico a mano a mano cede a quella del P. volgare, prima con i "Trionfi", poi con il "Canzoniere"- le cui opere il P. chiamo "nugellae" almeno ufficialmente, rispetto agli scritti latini, - appunto com'e un dramma tanto ironico che la storia pote rappresentare raramente. Inoltre l'Autore ci da alcune considerazioni : a)l'apprezzamento del P. nel Rinascimento e diretto, oltre al profondo conoscitore

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