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全文: "神曲" "ダンテ"
326件中 1-20の結果を表示しています
  • 野上 素一
    イタリア学会誌
    1966年 14 巻 1-6
    発行日: 1966/01/20
    公開日: 2017/04/05
    ジャーナル フリー
    Lo scopo dell' A.in questo articolo e illustrare il vasto interesse per gli studi danteschi in Giappone della epoca Meji-Taisho e la loro importanza nello sviluppo della cultura giapponese. Dante ha riscosso grande popolarita in Giappone alla fine di ottocento e Dante trovo i suoi fedeli nei circoli letterati di Tokyo, Kyoto e Sendai e piu tardi in quelli accademici dell' Universita di Kyoto. La Divina Commedia e Vita Nova divennero i libri favoriti di questa ristretta ma scelta accolta. I due celebri dantisti di questa epoca erano Kanzo Uchimura e Heisaburo Yamakawa, il primo ha studiato Dante nella Universta di Amherst tra 1884 e 1888 tornando in Giappone fece numerose conferenze su Dante, il secondo ha studiato Dante nella Universita di California tra 1904 e 1913 tornando in Giappone ha tradotto Inferno nel 1914 Purgatorio nel 1917 e Paradiso nel 1922. Questa epoca corrisponde al periodo in cui gli studi danteschi negli Stati Uniti si difusero dalla Nuova Inghilterra ad altre parti del paese, percio non solamemte Uchimura che si trovava nella Nuova Inghilterra ma anche Yamakawa che si trovava in California hanno subito una forte influenza della tendenza americana negli studi danteschi ; cioe grande interesse per il lato estetico e meno interesse per il lato teologico filosofico di Dante. Questa tendenza fu trasportata da questi due pionieri giapponesi dantisti in Giappone. Ma nel principio della epoca Taisho precisamente nel 1920, Prof.Jiro Abe comincio a indagare il lato teologico filosofico del Dante ma con metodo erroneo cioe con la filosofia di Nietzse, percio Prof.Yoshihiko Yoshimitsu, un teologo cattolico accuso di cio ma tacque presto con la sua improvvisa morte. Col declinare dell' interesse per Dante tra il pubblico, lo studio delle sue opere guadagno d' intensita e profondita nei circoli eruditi della Universita di Kyoto e nelle istituzioni culturali di tutto il paese.
  • 岩倉 具忠
    イタリア学会誌
    2000年 50 巻 317-326
    発行日: 2000/10/20
    公開日: 2017/04/05
    ジャーナル フリー
  • 岩倉 具忠
    イタリア学会誌
    1999年 49 巻 340-352
    発行日: 1999/10/20
    公開日: 2017/04/05
    ジャーナル フリー
  • 剣持 武彦
    イタリア学会誌
    1964年 12 巻 101-110
    発行日: 1964/01/20
    公開日: 2017/04/05
    ジャーナル フリー
  • 剣持 武彦
    イタリア学会誌
    1965年 13 巻 63-73
    発行日: 1965/01/20
    公開日: 2017/04/05
    ジャーナル フリー
    Nell'articolo, seguito alla sua relazione pubblicata nel numero XI questa rivista intitolato "Incontri dei letterati giapponesi con la "Divina Commedia", l'autore tratta dell'interessamento di alcuni scrittori nostri nell'Eta di Showa per le opere di Dante. La figura di Dante nell'Eta di Taisho non era ancora nota, tanto che la Divina Commedia era poco letta e conosciuta dai cittadini amanti di lettere, nonostante che il prof.Yamakawa avesse compiuto la traduzione della D.C.con note accurate, e che inoltre il sig.M.Nakayama avesse gia pubblicato con la massima diligenza la versione giapponese di tutte le opere di D.Alighieri proprio nello stesso periodo. Nel 1921 Choko Ikuta, anche lui poeta, pubblico nel l volume della nuova collezione della letteratura mondiale nell'edizione Shincho una nuova versione della Divina Commedia in cui era chiara la traccia di essere troppo all'edizione inglese di Longfellow e di Norton. Pero, essa ebbe molto successo e fu accolta favorevolmente da molti lettori, perche non soltanto era in edizione economica, ma pure pregevole lo stile dallo stacco netto ed armonico in prosa. E'chiaro che Sei Ito, seguace del psicologismo di J.Joyce, si e interessato di Dante da lui conosciuto per mezzo della suddetta edizione quando ha scritto la novella "Citta dei diavoli" nel 1937, cosi pure H.Noma si e avvicinato a Dante quando ha scritto la novella "Canto XXVIII, Inferno" subito dopo l'ultima guerra mondiale. Una scrittrice, Kanoko Okamoto ha pubblicato una novella "Commedia del corpo", che secondo lei era ispirata da Dante : pero cio che la scrittrice trattato nella sua opera con lo spirito della carita buddistica e troppo eterogeneo e lontano dal austero mondo cattolico di Dante. Alla fine, l'autore esamina la divergenza di due periodi sopratutto negli atteggiamenti dei poeti ; a questo proposito l'interessamento dei poeti dell'Eta di Meiji per Dante si e attuato tramite il sentimento romantico che e comune al "Dante" di G.Rossetti, mentre i poeti dell'Eta di Showa hanno attinto alla poesia e alle sue immagini vigorosi attraverso di "Dante di T.S.Eliot. L'autore desidera inoltre mettere in risalto l'importanza di nuova audace traduzione dell' Inferno in prosa fatta nel 1954 dal poeta contemporaneo F.Kitagawa.
  • 劔持 武彦
    比較文学
    1962年 5 巻 6-16
    発行日: 1962/10/01
    公開日: 2017/06/17
    ジャーナル フリー

     “ Essay on Dante ” (Dante ni tsuite) was written by Hakuchô Masamune in February, 1927 (in the Chuô Kôron or “Central Review”) and Hakuchô’s view of Dante is contained in this essay.

     He had deep interest in Dante’s “ Divine Comedy ” since he heard a lecture “ Dante and Göeth” by Kanzo Uchimura. Then he read Cary’s translation “ Vision of Dante ” in his school days.

     When he was twenty-seven years old,he wrote an essay “ On Dante ” in a magazine for schoolboys named Chûgaku Sekai. This essay was a prototype of his “ Essay on Dante ” of 1927.

     Between these two essays, from 1905 to 1927, he had literary evolution. He had been called a writer of naturalism, but his literary thought is romantic rather than naturalistic.

     Always his literary technique is realistic, but his fancy is sort of eschatological. Because, his deep concern is in Revelation, the last chapter of the Bible.

     Thus he read “ Divine Comedy ”, as eschatology, too.

     According to his view of life, our life is one of the human dramas pointing to Revelation.

     There are two sources of his literary spirits, the last judgement of God’s will and the human drama.

     The former became his realistic novel and the latter his fantastic literary thought.

  • 脇 功
    イタリア学会誌
    1965年 13 巻 33-38
    発行日: 1965/01/20
    公開日: 2017/04/05
    ジャーナル フリー
    Nello "Zibaldone" il Leopardi dice di Dante : "Senza un tale esempio... si puo, se non altro, indubbiamente credere che si l'Italia si le altre nazioni avrebbe tardato assai piu che non fecero a innalzare le lingue proprie e moderne al grado di lingue illustre, quindi a formarsi delle letterature proprie e moderne e conformi ai tempi, e quindi lo spirito e il carattere nazionale, moderno, distinto, determinato...". Leggendo questi brani, si puo dedurre che il Leopardi apprezza Dante sopratutto per la sua contribuzione alla formazione della lingua e della coscienza nazionale. Per questo apprezzamento che hanno avuto piu o meno i letterati del Risorgimento, si potrebbe opinare che anche lui e figlio dei suoi tempi. Mentre, il Leopardi distingue gli uomini in due tipi ; gli uni sono "uomini ammirabili" e gli altri "uomini amabili". Ad esempio Achille e Rinaldo come famosi personaggi della "Gerusalemme liberata", Dante ecc.appratengono al primo tipo ; Ettore e Tancredi, Tasso ecc..., invece al secondo. Cioe, il Leopardi pensa a Dante come l'uomo da mettere in contrapposizione al Tasso ; un uomo si forte che sopportava e combatteva contro la fortuna inevitabile e l'infelicita. Secondo I.Waki questo giudizio del Leopardi su due classici italiani e molto efficace ; il contrapporre Dante, l'uomo ammirabile, al Tasso, l'uomo amabile, era una delle originalita del poeta di Recanati tra gli scrittori del Risorgimento che si riferiva di preferenza a Dante.
  • フリードリヒ フーゴー, 谷口 勇
    イタリア学会誌
    1972年 20 巻 100-111
    発行日: 1972/01/20
    公開日: 2017/04/05
    ジャーナル フリー
  • 松崎 芳隆
    イタリア学会誌
    1965年 13 巻 39-51
    発行日: 1965/01/20
    公開日: 2017/04/05
    ジャーナル フリー
    Il risorgimento di Dante, o per dire meglio, la riscoperta di Dante in Francia e nato come una reazione contro il razionalismo, che ha il suo vigoroso rappresentante in Voltaire. Questa riscoperta e stata motivata da un ampio vagheggiamento per il Medioevo che e una delle caratteristiche degli scrittori del romanticismo. Quindi era molto rilevante la tendenza a valutare certo elemento mistico nelle opere di Dante. H.Balzac ha scelto come protagonista di "Les Proscrits" Dante esule, cosi come lo ha trattato il Nerval, l'autore di "Aurelia" ; vi ha trovato soltanto un discepolo di Svedenborg. Ma piu che in altre opere, il Balzac, quando e riuscito a ideare la "Comedie Humaine", avrebbe potuto avvicinarsi al magnifico mondo ideale della "Divina Commedia". Nell'eta moderna e contemporanea, i letterati francesi hanno rilevato sopratutto il profilo di Dante, "humaniste" constituendo quella tradizione francese di letteratura "humanism" che corre ininterottamente dopo il Montaigne. L'autore ha preso in esame le opere di Auguste Renaudet, che ha esposto Dante "humaniste" contro "Esoterisme de Dante" di Rene Guenon, quelle di Gide e Camus che lo hanno interpretato sotto il profilo "moralista".
  • 野上 素一
    イタリア学会誌
    1965年 13 巻 1-6
    発行日: 1965/01/20
    公開日: 2017/04/05
    ジャーナル フリー
    Tutti conoscono in Virgilio la guida di Dante nella "Divina Commedia", ma l'A.desidera chiarire il sentimento intimo di Dante verso Virgilio durante il viaggio nell'oltremondo in particolare riguardo agli appellativi di Virgilio che sono stati adoperati in quest' opera. L'A., prima di tutto esaminando tutti gli appellativi di Virgilio nella "D.C.", scopre che ne sono due tipi. Il primo e l' appellativo piu comune come "il poeta"(Inf.I.130 ecc.), "il poeta che mi guidi"(Inf.II.10 ecc, )"il savio mio"(Inf.XIII.47 ecc.) ; invece il secondo tipo, cioe l' appellativo con il suo proprio nome, e piu raro e speciale, e si trova solo ventisette volte. L'A.ammette che questo secondo appellativo e stato usato qualche volta soltanto allo scopo di rompere la monotonia dello stile(Inf.XIX.61.Inf.XXIX.4 ecc.)e nello stesso tempo ammette che tal volta era necessario, anzi indispensabile per evitare equivoci.per es.nel Purg.II・61., Dante chiama la sua guida Virgilio perche un nuovo gruppo di gente arriva all'Antipurg.e fra essi potrebbe esserci anche poeti e i savi, come pure nel purg.dove incontrano parecchi poeti e savi insieme con Dante come Sordello, N.Visconti, e Currado. Ma l'A.e convinto che il caso vero e proprio, in cui era necessario chiamare questo poeta latino con il suo proprio nome, era quando l'autore della D.C.voleva mostrare una forte emozione verso Virgilio in qualche speciale tratto di questo viaggio come nell'Inf.I.79 dove il cuore di Dante e gonfio di gratitndine verso Virgilio per il suo proprio soccorso quando egli era minacciato da tre fieri e come nel Purg XXX.46-51.dove Dante e colpito da grande tristezza a causa d'improvvisa scomparsa di Virgilio e la sua emozione e talmente forte che grida tre volte ripetutamente il nome di Virgilio e neppure l'apparizione di Beatrice riesce a consolarlo anzi la figura di questa donna beata sembra ora antipatica a Dante,
  • 野上 素一
    イタリア学会誌
    1973年 21 巻 1-10
    発行日: 1973/03/20
    公開日: 2017/04/05
    ジャーナル フリー
    Non si sa con precisione quando Dante si trasferi da Verona a Ravenna, secondo Boccaccio sembra che cio avvennisse verso il 1314, e Villani e della stessa opinione. Ad attrarlo dovette essere la citta : quieta, chiusa nelle memorie del suo glorioso passato, essa aveva qualcosa di tombale, che a Dante doveva piacere assai. Sepolcri di marmo erano sparsi sui sagrati delle sue cento chiese. E fra gli archi e le torri crescevano acacie e cipressi. C'erano monumenti solenni : la Porta Aurea, la basilica Ursiana con le sue cinque navate, Sant' Andrea dei Goti, la Chiesa palatina consacrata da Galla Placidia alla Santa Croce. Molti dicono che Dante venisse a Ravenna come lettore di retorica nello Studio, che Guido Novello curava in maniera del tutto particolare. E la cosa sembrerebbe confermata dall'epitaffio che poi Giovanni del Virgilio, contemporaneo del Poeta, fece iscrivere sul suo sepolcro : Theologus Dantes. A quei tempi, Theologus stava per professore, anzi per maestro. Dante, come abbiamo detto, non aveva titolo accademico per meritarsi di questa qualifica. Ad ogni modo una cosa e certa : che la fama di Dante a Ravenna era proprio quella del professore.
  • 上野 まさみ
    イタリア学会誌
    1999年 49 巻 65-90
    発行日: 1999/10/20
    公開日: 2017/04/05
    ジャーナル フリー

    Il Paradiso Terrestre (che indichero con P.T.), sulla vetta del monte Purgatorio, data la ricchezza della sua simbologia e delle idee basate sulla teologia cristiana, e uno dei punti della "Commedia" di cui e piu difficile dare interpretazioni univoche. Lo schema dantesco ci suggerisce una divisione della vetta in tre parti. La prima, "Ante-Paradiso Terrestre", dove Virgilio annuncia a Dante che il suo libero arbitrio e "diritto e sano". La seconda, dall'ingresso del P.T. al Lete, nella quale, gia dall'altra riva il cammino di Dante e guidato da Matelda, anche se il poeta continua ad essere accompagnato da Virgilio. La terza, l'oltre Lete, chiamato "beata riva". Dante entra nel P.T. ormai con la ragione umana perfetta. Di conseguenza, a questa seconda parte e possibile accedere con la ragione umana, con la partecipazione pero di Matelda, la nuova guida, che lo conduce fino alla "beata riva", di impossibile accesso con la semplice ragione umana. Cio ci suggerisce che Matelda partecipa di qualcosa di superiore alla ragione umana, cioe della grazia divina. Pertanto, sarebbe possibile affermare che il P.T. e un luogo dove la grazia divina puo, pienamente operare sulla ragione umana. Cristo e la fonte di ogni grazia divina, conferita ai fedeli -come dice S. Tommaso- nel sacramento della chiesa. La chiesa conduce alla vita eterna, pero, la chiesa terrena, essendo guidata dall'umana ragione, non puo essere perfetta, mentre quella in grado di condurre Dante nel P.T. dovra essere infallibile. Al centro della struttura dell'opera vi e l'idea di Gerusalemme. L'Inferno si situa sotto la Gerusalemme terrena, il Paradiso e la Gerusalemme Celeste. Il P.T. si trova a meta strada verso la Gerusalemme Celeste. A proposito del termine "Gerusalemme", questo viene spesso inteso come il luogo nel quale vi e il tempio-chiesa. Il tempio della Gerusalemme terrena proietta il suo topos, il tempio celeste, solo in un modo imperfetto. La discesa di Beatrice nel P.T. allude alla Nuova Gerusalemme che discende dal cielo secondo l'Apocalisse, la cui descrizione ha grande somiglianza con il P.T. dantesco. Il tempio della Nuova Gerusalemme e invisibile, dato che Cristo stesso e il tempio. Supposto che vi sia un tempio nel P.T., questo sara la proiezione perfetta di quello celeste, il suo topos. Le tre parti considerate corrispondono alle tre suddivisioni del tempio, secondo San Tommaso; la prima corrisponde all'atrium, la seconda al sancta, la terza al sancta sanctorum. Applicando questa suddivisione al P.T., si spiega l'accompagnamento di Virgilio e Stazio. Questi, un cristiano, e in grado di accedere alla terza parte, perche il velo che divide il sancta sanctorum dal sancta viene strappato alla morte di Cristo; invece Virgilio, un uomo appartenente all'era dell'Antico Testamento, non va oltre il sancta. Al centro del tempio vi e l'altare, mentre il centro del P.T. e il punto della apparizione di Beatrice. Sia l'unico verso dell'opera dove appare il nome di "Dante", che quello in cui Beatrice si presenta, si trovano in posizione calcolatissima con riferimento ai numeri "3" e "9", secondo il procedimento di calcolo del "Numero Sacro". Ipotizzo, dunque che il P.T. sia una allusione al tempio dove si effettua il rito, il cui centro e il punto della discesa di Beatrice. Il rito fondamentale del Cristianesimo e la Messa. La meta di Dante sulla vetta e la preparazione per la salita in cielo con il corpo mortale. A Dante, la cui ragione e perfetta, e ancora indispensabile la purificazione dal peccato originale. Il Salmo 31 cantato da Matelda viene usato come "Canto d'ingresso" nella Messa, che esprime l'intenzione della celebrazione. In esso viene espresso il "perdono del peccato" e la "conciliazione con

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  • 米山 喜晟, 藤沢 道郎
    イタリア学会誌
    1965年 13 巻 86-103
    発行日: 1965/01/20
    公開日: 2017/04/05
    ジャーナル フリー
    In questo articolo, gli autori vogliono riassumere l'analisi e l'interpretazione che il De Sanctis, gran critico dell'ottocento, faceva sulla Divina Commedia di Dante, considerando "La Commedia"(il capitolo VII della sua "Storia della letteratura Italiana" nel 1870)come l'ultima perfezione della sua critica sul capolavoro dantesco, e riferendosi occasionalmente ad alcuni altri saggi suoi. La sua logica e tracciata come segue : (1)Il De Sanctis vede nella Commedia un'unita delle due grandi tendenze letterarie precedenti a Dante : l'una popolare e l'altra degl'inettetttuali, ambedue impedite di svilupparsi per le loro astrattezze, cioe astrattezza della scienza e quella dell'ascetismo. La Commedia le ha sintetizzate e liberate dall'astrattezza, realizzando artisticamente il Medioevo in totale. (2)Secondo il De Sanctis, pero, tale realizzazione non e mal l'intento del poeta, che ha desiderato una divulgazione della scienza o della filosofia d'allora nella forma tradizionale e popolare della "Commedia della anima", una specie di enciclopedia dommatica. Qui dunque esiste una contraddizione tra l'intento e il fatto, meglio, il fatto supera l'intento. (3)L'elemento dissolvente di questa contraddizione, il De Sanctis l'attribuisce al genio di Dante, alla sua altissima intuizione poetica ; concretamente, al fatto che il poeta e divenuto se stesso il protagonista del poema. (4)Dante vivo penetra e viaggia per l'altro mondo, osservandone le nature, i demoni, gli angeli, e parlandovi con i personaggi dannati o beati. La Commedia e, percio, l'altro mondo visto da questo mondo. D'altra parte, i personaggi nel mondo ultraterreno, dagli sguardi e dalle parole di Dante, fanno rinascere le loro ricordanze terrene per un istante ; tutte le passioni, tutti i drammi di questo mondo, cioe la realta d'Europa nel Medioevo, riappariscono e si sviluppano vivacemente nell'eternita immobile dell'altro mondo. La Commedia e, percio, anche questo mondo visto dall'altro mondo. (5)In questa reciproca illuminazione dei mondi, il De Sanctis trova l'essenza della fantasia dantesca e la sua grandezza incomparabile, perche anche il mondo ultraterreno aveva una realta solida negli spiriti medievali e sarebbe stato impossibile il realizzare in totale il Medioevo europeo senza unire questi due mondi nel modo organico. Nell'ultima parte di quest' articolo, gli Autori aggiungono un sommario della "Francesca da Rimini" di De Sanctis, un suo saggio scritto nel 1869, per conoscere il suo metodo di critica in concreto.
  • 斎藤 勇
    日本學士院紀要
    1968年 26 巻 3 号 143-155
    発行日: 1968年
    公開日: 2007/05/30
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  • 藤谷 道夫
    イタリア学会誌
    2005年 55 巻 1-34
    発行日: 2005/10/22
    公開日: 2017/04/05
    ジャーナル フリー

    I commenti danteschi si limitano ad interpretare il primo verso della Divina Commedia nel senso di "quando Dante aveva trentacinque anni", tuttavia, nel Convivio (XXIII-XIV), Dante stesso scrive che Cristo e Platone sarebbero vissuti "secondo natura" fino all'eta di ottantun anni e definisce il trentacinquesimo anno come lo colmo de la etade e non il mezzo, la meta della vita. Da un lato, ne la Bibbia ne i classici determinano la lunghezza della vita in modo unanime e, dall'altro, Dante dichiara la propria eta nel canto XV dell'Inferno. E dunque legittimo nutrire qualche dubbio sul fatto che Dante abbia utilizzato il verso piu importante della Divina Commedia solo a questo scopo : per il lettore sarebbe la stessa cosa anche se avesse avuto trentaquattro anni, o trentasei : tale intepretazione si limita infatti, a nostro avviso, al significato letterale senza rivelare quello allegorico. Nel presente lavoro si illustra come Dante non intendesse tanto informare della propria eta, quanto usare esplicitamente mezzo (non colmo) e sostituire meus di Isaia 38, 10 con nostra avendo in mente un altro scopo. In questa prospettiva, Dante intende mezzo come riferimento all'anno 1300, secondo l'Ars poetica oraziana (146-152) e la retorica della narrazione in medias res ed applica quest'ultima in senso cristiano, estendendola alla cronologia dell'umanita dalla creazione di Adamo al Giudizio Universale. Numerosi riferimenti all'interno della Commedia sembrano confermare questa interpretazione : in primo luogo, l'inizio del viaggio ultraterreno viene localizzato al martedi 5 aprile e la conclusione di esso al 10 aprile dies dominica, il che e in contrasto con quasi tutti i commenti, che ne vedono l'inizio nel venerdi 8 aprile. Il venerdi santo e invece calcolato secondo il calendario ebraico che diverge da quello ecclesiastico. Dante per ben due volte nota che il giorno della discesa nell'inferno era plenilunare (Inf. XX 127 e Pur. XXIII 118-120) e plenilunare fu il 5 aprile, non l'8 come vogliono i commenti, che non tengono conto di un'osservazione dantesca del Convivio (IV, ii, 6) in cui si spiega che il tempo si misura secondo il movimento del cielo, seguendo la Metafisica aristotelica, e non secondo il nome del giorno terrestre. In Par. XXVI 118-123 si precisa la lunghezza della vita di Adamo e la sua permanenza nel Limbo usando il calendario basato sugli anni siderali : seguendo l'accurato calcolo di R. Benini (Scienza, religione ed arte nell'astronomia di Dante, 1934, pp. 20-22) dalla creazione di Adamo alla morte di Gesu sono trascorsi 5.233 anni (931+4.302). Il 25 marzo, giorno della nascita di Adamo, corrisponde a quello dell'Incarnazione e risulta essere l'esatto anniversario (in anni siderali) della discesa di Adamo nel Limbo, avvenuta il 3 aprile (lo stesso giorno della morte di Gesu, vale a dire della discesa di Gesu nel Limbo). Quando Malacoda (Inf. XXI 112-114) nota che il giorno prima a mezzogiorno sono passati 1.266 anni si dovra intepretare questa osservazione nel senso che il mondo, da quel momento, e entrato nel 1.267esimo anno dalla nascita di Cristo. Dante, infine, si trova nel 6.500esimo anno dalla creazione : la sua discesa al Limbo "il 5 aprile 1300 risulta anniversaria esatta, in anni lunisolari, della discesa di Gesu avvenuta il 3 aprile del 33 E.V." (Benini, p. 27). Il tempo restante all'umanita da quel momento al Giudizio Universale viene indicato in Par. IX 37-40, XVIII 76-96 e XXVII 142-148 (tutti canti numerati secondo multipli di 9, che rappresenta Beatrice) in 6.500 anni, che Dante considera anche il valore da attribuire al diametro della terra. Si presume percio che Dante abbia fatto coincidere la dimensione spaziale della terra data agli uomini con quella del tempo disponibile all'umanita. L'impostazione e quella del magnus

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  • ベンチヴェンニ アレッサンドロ, 北川 忠紀
    イタリア学会誌
    1966年 14 巻 7-24
    発行日: 1966/01/20
    公開日: 2017/04/05
    ジャーナル フリー
    Studiando il canto 26mo dell' Inferno, non mi e mai sembrato che ci fosse un vero contrasto, fra l' Ulisse della tradizione classica, cambiato in fiamma, pre avere istigato il tranello del cavallo di Troia e la confessione che Ulisse stesso fa, raccontando la storia del suo naufragio. che secondo Dante e anche la causa della sua discesa nell' Inferno. Alcuni commentatori troppo abituati a leggere la Divina Commedia, come un racconto oggettivo di un viaggio immaginario del poeta, che una esperienza intima esistenziale di Dante, hanno sentito il contrasto, e per spiegarlo hanno dovuto ricorrere all' ormai troppo vecchio strattagemma, di dividere la personalita del poeta in due, facendolo giudicare alcune volte come poeta ed altre come teologo. Secondo me, Ulisse, che non e altro che un simbolo, per Dante, simbolo di un male da evitare, comincia con insegnare inganni e termina ingannando se stesso, attribuendosi falsamente, e qui l' inganno, la forza di poter sorpassare i limiti fissati dagli Dei.La confidenza esagerata, frutto del successo avuto ingannando gli altri, lo conduce naturalmente ad avere una tale fiducia nel potere della sua intelligenza da osare persino di sorpassare i limiti fissati da Dio.Mi sembra dunque, che il secondo Ulisse non sia che una conclusione logica del primo, perche infondo fra il primo Ulisse, quello della tradizione classica, ed il secondo quello inventato da Dante, c' e la medesima relazione di quella che esiste fra causa ed effetto, e chi oserebbe vedere un solo contrasto anche se non contradizione, fra la causa e l' effetto ?
  • 剣持 武彦
    比較文学
    1983年 25 巻 72-73
    発行日: 1983/03/31
    公開日: 2017/07/31
    ジャーナル フリー
  • 北川 忠紀
    イタリア学会誌
    1973年 21 巻 131-140
    発行日: 1973/03/20
    公開日: 2017/04/05
    ジャーナル フリー
  • ギオ ドメニコ, 秋山 余思
    イタリア学会誌
    1966年 14 巻 25-35
    発行日: 1966/01/20
    公開日: 2017/04/05
    ジャーナル フリー
  • ベネディト レオンス, 目形 照
    イタリア学会誌
    1965年 13 巻 52-62
    発行日: 1965/01/20
    公開日: 2017/04/05
    ジャーナル フリー
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